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ABBADIA DI FIASTRA
Abbazia di Chiaravalle di Fiastra
Immersa nel verde rigoglioso dell’omonima Riserva Naturale, l’Abbadia di Fiastra non è solo una delle cento e più abbazie dislocate nel territorio marchigiano, ma è un complesso monastico unico per le Marche e per tutta l’Italia Centrale.
Questo è il luogo dove il mondo della cultura e dell’arte e il lavoro dell’uomo si intrecciano con la natura senza deturparla ma, anzi, sublimandola ed esaltandola.
Per questo gli organizzatori di Herbaria hanno scelto l’Abbadia come sede della manifestazione. Solo qui, dove si respira un’atmosfera di pace ma allo stesso tempo di fervore, il visitatore potrà cogliere il messaggio profondo che quest’iniziativa si propone di lanciare ad ognuno: scoprire come la natura può rendere possibile l’armonizzazione del proprio essere, da cui poi nasce spontanea la gioia di vivere.
Breve descrizione storica
L’Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra fu fondata nel 1142 dai monaci cistercensi provenienti dall’Abbazia di Chiaravalle di Milano, su terre di proprietà del Duca Guarnerio II di Spoleto.
I monaci cistercensi iniziarono la costruzione della chiesa e del monastero prelevando anche del materiale dalla vicina città romana di Urbs Salvia.
Contemporaneamente fu avviata la bonifica dei terreni circostanti.
Nei tre secoli successivi l’Abbazia si sviluppò sia dal punto di vista religioso che da quello economico, grazie a lasciti e donazioni da parte di privati e signori feudali. L’Abbazia crebbe tanto da diventare una delle più importanti d’Italia, con possedimenti non solo nei dintorni, ma anche fuori dalle Marche.
Nel 1422 l’Abbazia fu saccheggiata da Braccio da Montone, capitano di ventura e Signore di Perugia.
Persa così l’autonomia, l’Abbazia venne affidata a otto Cardinali commendatari e nel 1622 passò ai Gesuiti, che gestirono i beni dell’Abbazia costruendo magazzini, stalle e case coloniche.
Nel 1773, in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, tutto fu ceduto alla nobile famiglia Giustiniani Bandini che edificò sul lato sud del monastero un ricco palazzo.
Alla morte degli ultimi eredi, fu istituita l’attuale Fondazione Giustiniani Bandini, riconosciuta come Ente morale nel 1974.
Nel 1985, dopo un’assenza di 324 anni, i monaci cistercensi sono tornati a viverci. |